
La casa è molto più di uno spazio costruito: è rifugio, memoria, identità.
Da questa riflessione, durante l’anno scolastico 2025/2026, 32 studenti della classe 4SCA, guidati dalla docente Gabriela Spector, sono stati invitati a esplorare attraverso il disegno e la pittura il tema della casa.
Ogni studente ha sviluppato una propria interpretazione, trasformando la visione personale in immagini che intrecciano immaginazione, emozione e ricerca visiva. Il processo creativo è stato anche un momento di confronto e condivisione, durante il quale le idee sono state discusse, rielaborate e approfondite.
Tra i 32 bozzetti realizzati, sono stati selezionati tre progetti, successivamente sviluppati su pannelli da cantiere di 180 × 350 cm. Le opere sono visibili da giugno 2026 a luglio 2027 presso tre cantieri di Studio Gest:
Per gli studenti si tratta di un’occasione particolarmente significativa: una delle prime esperienze in cui le loro opere escono dal contesto scolastico per entrare in dialogo con lo spazio pubblico e con la comunità. Un progetto che trasforma un esercizio creativo in un incontro concreto tra arte, territorio e persone.
Le pressoché infinite possibilità di interpretazione di un tema come “La casa” mi hanno inizialmente messa in soggezione, in quanto un progetto sviluppato a partire da questa traccia può parlare sia di una concezione molto generale di casa sia di esperienze estremamente intime e personali, rendendo difficile trovare un equilibrio tra i due estremi. Siccome il prodotto finale è in questo caso esposto in pubblico, sottoposto in qualunque momento allo sguardo di uno spettatore, idealmente dovrebbe poter parlare a persone di qualsiasi genere, età e provenienza: “casa” ha un significato per tutti, ma è vero che tutte le letture dell’immagine saranno diverse.
Per questo ho deciso di rappresentare una scena di facile interpretazione, aggiungendo però elementi personali: la scelta della cinciallegra come soggetto è dovuta in parte alla grazia e alla riconoscibilità dell’uccellino, ma anche al fatto che nella terrazza di casa mia le cinciallegre fanno spesso il nido, creando una sorta di casa nella casa.
Il mio progetto nasce dal tema della “casa”, ma non come semplice spazio fisico. Ho voluto rappresentare la casa come simbolo della nostra società e della comunità in cui viviamo. Per farlo, ho realizzato una tela composto da tanti quadratini colorati con pittura ad olio, ognuno dei quali rappresenta una casa avente una finestra diversa. Ogni finestra è unica, con colori e forme differenti, proprio come sono diverse le persone, le famiglie e le storie che abitano il mondo. La casa, in questo progetto, diventa quindi una metafora della convivenza e dell’identità collettiva. Non esiste una sola casa, ma tante, ognuna con la sua atmosfera, le sue luci, le sue sfumature. Insieme, però, queste finestre formano un’unica composizione: un mosaico di vite e diversità che convivono e si completano a vicenda. Inoltre, penso che anche se ciascuno di noi vive in uno spazio diverso, siamo tutti parte della stessa grande “casa” che è la nostra società. I colori rappresentano la ricchezza delle differenze, ma anche la possibilità di armonia e bellezza quando queste si uniscono.
L’anima del progetto risiede proprio in questo messaggio di unione nella diversità: la casa non è solo un luogo dove si vive, ma un simbolo di appartenenza, di accoglienza e di rispetto reciproco. Ogni finestra apre storie diverse e tutte insieme, coesistono raccontando la vita di una comunità.
Questo lavoro è nato da una riflessione personale su cosa significa casa. Mi sono chiesta spontaneamente: cosa succede se non si cresce in un contesto protetto, se non si ha la possibilità o la scelta di vivere una vita libera nella propria casa? Viaggiando in alcune parti del mondo e guardando ciò che mi circonda, ho iniziato a osservare come la casa, intesa nel suo spazio, sia il riflesso della società nel quale si vive.
In questo lavoro voglio mostrare la fragilità delle case in un mondo governato da interessi economici e politici. Vorrei far riflettere e mostrare attraverso la pittura l’instabilità delle case.
Sul pannello sono dipinte in bianco, nero e grigio semplici case di dimensioni diverse e prospettive volutamente sbagliate per mostrare l’instabilità, mentre messaggi nascosti su alcune facciate rimandano alla realtà contemporanea.
Inoltre, questo lavoro disposto al di fuori di un cantiere, porta un messaggio ancora più forte: noi abbiamo la possibilità di costruire e sviluppare case sicure e accoglienti, in altre parti del mondo le case si distruggono o non c’è neanche la possibilità di costruirle.
